““Gli uomini non vengono angosciati e turbati dalle cose, bensì dalle opinioni che si fanno su di esse.”
(Epiteto)

“La mente da se stessa può far diventare un paradiso un inferno e un inferno un paradiso”
(J. Milton)

Dott.ssa Cristina Logica

Laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Intervento nella Scuola presso la Facoltà di Psicologia Università degli studi di Padova, nel 2003. Ho trascorso un periodo di formazione post-lauream nel Centro di Salute Mentale ULSS 22 Verona e presso Neuropsichiatria Infantile ULSS 20 di Verona.
Ho frequentato la Scuola Di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva a Verona (2005-2009), dove nei vari praticantati mi sono occupata: in casa di cura “Villa Santa Chiara” di disturbi legati all’ansia e alla depressione e disturbi psichici medio-gravi; di disturbi alimentari, ansia e depressione nel centro preposto presso l’ospedale di Borgo Roma di Verona; di problematiche legate all’età evolutiva e alla genitorialità, presso il centro polifunzionale Don Calabria.
Dal 2007 lavoro privatamente occupandomi in un primo momento principalmente di disturbi Specifici dell’Apprendimento, disturbi del Comportamento (ADHD; DOP) e genitorialità; negli ultimi anni mi sono occupata anche di giovani ed adulti con problematiche legate all’ansia (con o senza attacchi di panico); stati depressivi e disturbi del comportamento alimentare.
Mantengo un continuo aggiornamento con Master e corsi specifici sempre d’indirizzo Cognitivo Comportamentale, integrando con i nuovi approcci scientificamente fondati.

Quando contattare uno psicologo


Malessere Psichico che perdura da più di quattro/sei mesi

È una momentanea condizione di sofferenza connessa a difficoltà di varia natura, a condizioni ambientali o ad eventi della vita negativi (lutti; perdita lavoro; separazioni; ecc…).
Può essere legato, anche, a problemi esistenziali o di autostima.
Non c’è patologia strutturata, ma il problema va comunque affrontato e risolto.


Disturbo Psichico

È un disturbo specifico strutturato, ovvero che si perpetua da tempo (più anni) e che ha portato a condizioni di vita “non vita”. Nelle sue diverse manifestazioni coinvolge le funzioni superiori dell’uomo, provoca sofferenza e disturbi a carico del pensiero, dell’umore, dell’affettività, talvolta della visione della realtà e del comportamento.
Il problema va affrontato senza reticenza, ne vergogna per mettere in atto, attraverso una corretta diagnosi, un trattamento e un percorso adeguati.

Il benessere è una condizione di equilibrio psico-fisico (mente-corpo)

L’approccio Cognitivo Comportamentale (CBT) e la terapia Relazionale Emotiva (REBT)

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (CBT/REBT) è attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici.
Tale approccio postula una complessa relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo.
La CBT-REBT da’ fondamentale importanza alle distorsioni cognitive e alla rappresentazione soggettiva della realtà nell’origine e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali. Noi filtriamo continuamente la realtà attraverso la nostra mente, “La mappa non è il territorio” [cit].
La CBT-REBT si propone di aiutare le persone ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali.
La CBT-REBT è riconosciuta come trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sia dall’Istituto Superiore delle Sanità (ISS).

La CBT/REBT

➢ È scientificamente fondata: l’intervento clinico è strettamente coerente con le conoscenze desunte dalla ricerca psicologica di base.
➢ È orientata allo scopo: il terapeuta lavora con il cliente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando un piano di trattamento, verificandone in itinere i progressi e/o gli ostacoli al miglioramento; valutando l’efficacia e al termine anche le possibili ricadute.
➢ È pratica e concreta: nel percorso si proporranno esercizi, comportamenti alternativi, nuove modalità di risposta al disagio; si ragiona insieme, ma poi si agisce per modificare stili di pensiero e comportamenti. La CBT lavora contemporaneamente su due fronti, quello cognitivo: pensieri, credenze, emozioni, stati d’animo; e quello comportamentale: l’apprendimento di nuove strategie, per fronteggiare gli stati di malessere; l’esposizione graduale a situazioni temute; l’acquisizione o il rinforzo di abilità più efficaci ed adattive per la persona e la sua vita (etc.). Secondo A. Ellis (fondatore della REBT) “la psicoterapia dovrebbe includere ogni attività in grado di convincere il cliente a cambiare” [cit].
➢ È collaborativa: cliente e terapeuta lavorano insieme per capire il/ i problemi e sviluppare strategie per il benessere; sono entrambi attivamente coinvolti. Si lavora non per sentirsi bene, come quando ci si sfoga con un caro amico comprensivo, ma per stare veramente bene.
➢ È generalmente a breve termine: ogni qualvolta sia possibile, il percorso dura generalmente dai quattro ai dodici mesi, con cadenza settimanale. È necessario affermare che per problematiche più strutturali, quindi solitamente più gravi, il percorso può risultare più lungo ed impegnativo, comunque il cliente ne trae un beneficio a lungo termine e si può lavorare anche in collaborazione con lo Psichiatra di riferimento, per un eventuale integrazione con la terapia psicofarmacologica, necessaria in alcune precise situazioni.